Prima di partire per un lungo viaggio…

30 07 2011

Ogni partenza di fatto è un arrivo. Ciò che precede la partenza è sempre elettrizzante, carico di emozioni, ricco di sensazioni uniche ed eterne. Ma ancora prima del viaggio, del percorso, della strada, c’è un altro viaggio che si conclude, un altro anno tra una pausa e la seguente, un altro frammento di vita che si abbandona al passato per riemergere rigenerato e pulito al ritorno. E’ proprio dell’estate scandire il tempo con cadenza annuale, retaggio forse dell’infanzia scolastica o dell’innato bisogno di ciascuno di prendersi il tempo che serve per riflettere sul proprio percorso e sulla strada da intraprendere alla fine. E’ stato un anno a dir poco pazzesco! A dire il vero le premesse non sembravano tanto buone, diciamo che c’è voluto un bel po’ per tornare in carreggiata, ma una volta ritrovato lo svincolo giusto, tutto si è colorato di nuova luce esplodendo come una maestosa primavera. Abbandonata la crisalide si impara a volare ed io mi sono adattato: sono bravo a sfidare il cielo. Non ho una grande capacità di sintesi, ma se dovessi individuare le pietre miliari di quest ultimo anno beh, ancora una volta, mi ritrovo a parlare di viaggi. Lo so, è un po’ banale riassumere le proprie esperienze fissando dei punti di svolta, in fondo la vita è un percorso continuo, anche le rivoluzioni non sono mai istantanee, ma credo che mi aiuti a capire meglio dove sono stato e verso cosa sto andando. L’anno inizia con un viaggio al quale non ho partecipato verso una meta in cui avevo riposto molte più aspettative di quante potessi permettermene. Non è mai facile per chi tende ad avere una visione quantizzata della vita, saltare un punto di svolta, ma questo può rivelarsi vantagioso nel momento in cui ci si accorge che in realtà quel viaggio non valeva così tanto e che in realtà, non era poi così importante. Saltiamo direttamente al prossimo scalino, questa parte di strada l’ho già raccontata abbastanza da queste parti e non vorrei annoiarmi. Siviglia! Una città magica e romantica, piena di luce e di colori. Era Novembre e qualcosa si muoveva dentro di me per scuotere via quei residui di inutile tristezza rimasti a mezz’aria, ma l’autunno era ancora acerbo e la primavera troppo lontana per rendere il mio sguardo nuovamente puro e così tra piccoli gemiti d’amore ho iniziato a spiegare un po’ le ali, per assaggiare il cielo, senza esagerare. Poco più di un mese è stato sufficiente perché fossi pronto a lanciarmi in una nuova avventura verso una città tanto decantata dai poeti da rinvigorire e rafforzare il mio animo senza troppo rumore: Parigi. Una sola parola: Magnifica! La città con le sue luci e le sue ombre, con la sua eterna voglia d’amore ed una innata essenza di passione, sembrava una donna capace di far perdere la testa al più assennato degli essere umani gridando forte, nel silenzio di uno spirito in piena evoluzione “svegliati!”. E così è stato, tutto ciò che è venuto dopo è stato un risveglio fantastico come se il sole avesso preso a danzare nella notte con la luna al suo fianco e le stelle come orchestra. Dopo Parigi tutto è cambiato, io sono cambiato. Non sono tornato indietro, non mi sono voltato ed ho scoperto che in realtà era tutto nascosto dentro di me, e non fuori. I mesi si sono accavallati impazientemente, le notti troppo spesso si tramutavano in mattina ed io percepivo con forza e vigore la vita che scalciava per prendere il suo giusto posto. Nel frattempo scoprivo un nuovo me, sia chiaro quello di prima non era male, ma adesso facendo un confronto così, su due piedi, mi sembra che vada molto meglio. Mi sono lanciato ad occhi chiusi in un mondo di esperienze nuove ricche di emozioni senza mai conservare le forze per tornare indietro fino al punto chiave non solo di quest’anno, ma, con assoluta certezza, della mia vita intera. Africa! Non quella delle piramidi o delle bianche spiagge, ma quella della miseria, della povertà, del dolore. Ognuno porta dentro di sè ricordi incancellabili che già dal primo momento lasciano una traccia indiscutibilmente indelebile, per me l’Africa è stata l’esperienza più bella della mia vita, fino ad ora. Non era il luogo, o il punto di arrivo, ma ciò che ho trovato lungo la strada, le persone, gli sguardi, le parole, a rendere tutto unico semplicemente vivendo. Le ali si sono aperte ed il balzo è stato veramente fantastico! Ho iniziato a guardare il mondo in maniera completamente diversa, ripulendo ogni strascico di insensata malinconia. La vita è avanti, non dietro, è una strada che si sgretola al nostro passaggio, accumulando mucchi di ricordi tra i quali solo le pietre più splendenti e preziose riescono a conquistare la cima. Ora le vedo le mie cime, le mie vette, le mie conquiste, ciò che sono e ciò che voglio diventare, godendomi il viaggio ancora e ancora senza rimorsi o rimpianti. Altri mesi, altre esperienze, come se d’un tratto tutto ciò di cui avevo bisogno apparisse magicamente davanti ai miei occhi sorprendendomi ogni giorno di più. “La vita ti sorprende quando sei impegnato a fare altre cose“, diceva John Lennon, ed è vero. Impegnatevi instancabilemente in qualunque cosa crediate valga la pena vivere. Non lasciate che la paura vi immobilizzi perché dove mette radici la paura sboccia il rimorso, e dove si coltivano rimpianti si raccolgono solo delusioni. Alla fine, dopo mesi di lavoro intenso, di soddisfazioni e sensazioni, di amore e vita, mi ritrovo qui, poche ore prima del mio prossimo viaggio. In realtà il luogo lo conosco bene, non è la prima volta che ci vado, e non sarà l’ultima di sicuro, ma il viaggio è lungo e non voglio dilungarmi a descrivere cosa mi aspetto o cosa spero di trovare, so già che la vita dall’altro lato della carreggiata, sta partendo per trovare me. Ed io mi farò travolgere, ancora una volta, perché è questo che adoro fare: vivere! Il mare mi aspetta in quella terra così bella e generosa: io sono il mare, la notte, il fuoco ed il cielo e lì c’è il Salento, la mia adolescenza, la mia maturità, il mio nuovo arrivo, e la mia nuova, stupenda, magnifica, ineguagliabile strada. Buon Viaggio!





correndo in Congo verso me stesso…

8 04 2011

Sarà il vino, o le risate che ancora circondano l’aria, le canzoni o semplicemente lo stare insieme, forse l’agitazione, o meglio l’impazienza ma qui sono le due e mezza ed il sonno fatica ad arrivare. Domani inizio un viaggio che non è solo raggiungere una meta, ma incontrarsi faccia a faccia con se stessi, dentro uno specchio distante migliaia di chilometri da ogni sguardo conosciuto o lievemente intuito tra le mille persone che riempiono le mie giornate. Domani sarò talmente lontano dai miei luoghi, dalle mie comodità, dalla mia famiglia, che non saprò più quale valore possiede il tempo o lo spazio, o come si accavallano i pensieri dietro elucubrazioni mentali inutili e fuorvianti, come si avverte un sentimento o una sensazione, dove nasce una parola che nasconde molto più di un semplice arrivederci. Viaggiare forse, o semplicemente vivere su una strada che si biforca continuamente tra le scelte che intraprendo e quelle che abbandono, senza avere il tempo di riflettere sulla bontà di tale discernimento, abbandonandomi a questa vita in caduta libera, tanto attesa e desiderata. Offuscato dal giudizio e dalla prudenza ho commesso troppi errori, ma conosco il rimedio e lo sfrutterò fino all’ultimo, oltre ogni affanno perché nella vita non si è mai troppo maturi per dire sì convinti di poter  raggiungere quei sogni coltivati con pazienza e dedizione. Alla vita non si può dire no, perché è il senso stesso del nostro svegliarci, camminare, incontrarci, amarci, viverci che ci rende diversi dai nostri incubi, dalle nostre delusioni, dai nostri dubbi. Io voglio vivere questo sogno spingendomi al di là del muro dell’abitudine senza lasciarmi andare alla monotona causalità del nostro mondo: voglio essere io l’eccezione per rendere speciale chi mi sta intorno. Domani mi aspetta una terra sofferente ed insanguinata, pericolosa ma stupenda, piena di vita e morte e lacrime e sorrisi. Domani all’aeroporto di Kinshasa ci sarò io ad aspettare me stesso prendendo in mano il mio destino, seguendo il cuore senza pregiudizi aspirando ad essere sempre e comunque speciale e non qualcun altro.

Alla fine saprò se sono partito lasciando casa o trovandola sul mio cammino, se per trovare ciò che ho perduto mi sono dovuto perdere, se per conoscere me stesso ho avuto bisogno di viaggiarmi.

Ora sono le tre e qui c’è solo aria di libertà.

Buonanotte!








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