Leggendo Pessoa

4 09 2010

Animo triste, fragile, solitario

circondato da immagini evanescenti

delle tue stesse copie.

Persone che non vivono

al di fuori del tuo genio misterioso.

Quale forza nascosta in te

ti rende capace di percepire

con vigore quasi eterno

l’amore per la vita

e la nostalgia per l’amore stesso?

Noi così distanti nel tempo

eppure così vicini nel sentimento

esseri affini che si crogiolano

in ogni dolore regalato

dalle gioie di giorni

troppo felici per essere anche solo sognati.

Come vivevi con quotidiana ispirazione

e come riuscivi a rendere perpetue ed indelebili

le sensazioni

che la danza dei tuoi demoni

lasciava fluire attraverso l’anima

dei tuo angeli?

Poliedrica figura

nascosta tra parole d’altri

che in tutto erano te stesso.

Solo tu Alvaro,

Ricardo,

Alberto,

Bernardo,

spesso Fernando

sempre ad un passo dal tuo profondo io

sempre lontano dal mistero

della tua coscienza.

Insegnami la tua inquetudine

la tua sofferenza

la tua poesia

perchè le mie povere parole

abbiano un senso nel vorticoso turbinio

del mio cuore.

Quale meraviglioso dolore

vive in me attraverso i tuoi sogni

quanta nostalgia per la tua vita

che non ho vissuto.








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