Minimalismi astratti

8 12 2010

 

Incalzante movimento di pensieri

sulla strada del ricordo.


Minuti istantanei camuffati da giorni

trasfigurano in anni per poi ridursi

in miseri secondi.


La bellezza si dirada oltre il muro di uno sguardo

e nel profondo le parole

si raggruppano in sospiri

tesi come corde di un violino

sordo.


Rimembranze e rancori

affanni e speranze

delusioni e dolce crepitio di fiamme.


Colorando lentamente un sogno lontano

la vita dipinge fotografie

in chiaroscuro.


Chi mai osa interrompere la sua danza?


Il mio animo assiste nel silenzio

e tutto intorno a me

si aggroviglia come grano

in una macina.


Il semplice e l’umile svaniscono

nell’innocuo tempo del dimenticare

lasciando soltanto frasi vuote

e versi ipocriti.


Pace nel rumore di una stella

luminosa e calda

ma figlia di un altro cielo.


Il mio firmamento dove si trova?

Può essere percepito con vigore di discernimento?

Può essere assaporato come rugiada nell’aurora?

Può essere sfiorato da mani fredde

in un abbraccio inesistente?

Il cuore tace ed io

accompagno il suo sonno

con le note della mia anima.

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