Silenziosi rumori d’anima

16 02 2011

Non lo senti anche tu il rumore del mare?

Ci accompagna dolcemente

sussurrando da lontano

quelle parole che il tempo

ha scolpito nei ricordi.

Non senti anche tu il battito del mio cuore?

Cauto e paziente segna il ritmo del tuo sospiro

ed io mi abbandono al flebile sussulto

che genera amore

tra i miei pensieri confusi.

Non avverti sulla pelle le mie carezze distanti?

Nella notte del tuo sognare

disegnano oltre il tuo cielo

quel viso sepolto tra istanti accatastati

dal dimenticare.

Non percepisci nella tua solitudine il mio silenzio?

Un grido costante ancora forte

che vibra di note soffici

come il canto di un violino

o la fluida melodia

di un pianoforte.

Non ascolti le parole della mia anima?

Io ascolto

ed avverto solo

un imbarazzante

nonché infantile

sentimento

di redenzione.

Ascolta ora il momento della quiete:

non v’è tempesta nei pressi di questo luogo

dove sfolgorio di saette

o percussione di tuono

possano distrarre il mio sguardo

dalla tua ombra.

Ascolta…

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Conosco delle barche – Jacques Brel

11 02 2011


Conosco delle barche

che restano nel porto per paura

che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

Conosco delle barche che arrugginiscono in porto

per non aver mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire

hanno paura del mare a furia di invecchiare

e le onde non le hanno mai portate altrove,

il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate

che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare

per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo

ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po’

sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche

che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,

ogni giorno della loro vita

e che non hanno paura a volte di lanciarsi

fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche

che tornano in porto lacerate dappertutto,

ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole

perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche

che tornano sempre quando hanno navigato.

Fino al loro ultimo giorno,

e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti

perché hanno un cuore a misura di oceano.

 

Jacques Brel





io, te…il mare…

4 05 2009


Scolpiti nell’aria, immobili…
fermi a contemplare uno spettacolo indimenticabile…
una danza senza balletto…
una commedia senza scenografia…
una poesia senza parole…
siamo noi, un pubblico ristretto che non sa e non può applaudire…
due anime strette e vicine che si scavano dentro a vicenda…
solo due anime, due cuori, e il mare…
due puntini nell’immensità di quella distesa di onde, spruzzi e pace…
serenità, felicità e libertà…
lo scorrere delle onde verso la riva è il metronomo di una sinfonia che solo noi riusciamo a sentire…
una musica lenta e ponderata ma che provoca emozioni e causa sentimenti tutt’altro che lenti…
il sole si nasconde quasi a voler lasciare che sia un’altra luce a scaldarci…
la luce dei nostri occhi, dei nostri sguardi…
non c’è paura, non c’è timore…
c’è felicità…
la felicità scaturita da ogni singolo gesto, da ogni impercettibile pensiero, da ogni minuto passato senza che ce ne accorgessimo…
e poi il mare…
è sempre lì…
continua la sua paziente corsa attraverso il tempo…
metafora e allegoria della vita stessa…
a volte calmo e tranquillo, a volte burrascoso e violento…
ma alla fine le onde continueranno a muoversi avanti e indietro…
senza che niente possa arrestarle…
ne oggi, ne mai!








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