Quando la pazzia prende il sopravvento

10 02 2011

Certe canzoni a volte sembrano perseguitarti. Non è possibile che tre radio differenti, canali tv, link improbabili su youtube, brani scelti da playlist random su iTunes e vari social network ti ripropongano “casualmente” la stessa canzone quasi a volerti dire qualcosa che non comprendi, qualcosa che va oltre un semplice click. Dov’è il nesso? Dopotutto è una canzone ormai stagionata, bella certo, ma di sicuro non in vetta alle classifiche da anni. Che ci sia un senso dietro tutto questo? Proviamo a ragionarci tenendo in mano ben stretto un abusato rasoio di Occam, tanto per farsi un’idea semplice ma esaustiva. Magari è in vendita da poco una nuova raccolta di canzoni oppure un concerto imminente o addirittura una apparizione tv in qualche programma dall’indice di ascolto alto. Tutte tesi degne di attenzione, ma chiedendo in lungo e in largo all’onnisciente Google non se ne cava un ragno dal buco. Entriamo allora nel magico mondo dei segnali subliminali inviati da qualche essere metafisico: La canzone ripete fino alla nausea “Sei Grande”. E’ rivolta a me questa esclamazione? Non credo proprio, certo non sono un assassino o un ladro e nemmeno un politico per carità, diciamo che sono normale, con i miei errori, le mie paure, le mie gioie, i miei impegni, insomma un essere umano come tanti, né più, né meno. E’ rivolta a qualcuno che condivide con me una porzione di vita? E’ una canzone d’amore, senza dubbio ci sarà qualcuno a cui rivolgere queste parole ma sembra un messaggio troppo dispersivo per essere indirizzato ad un unico volto che, al momento, non ha nemmeno un profilo abbozzato nella mia vita. Allora cosa vuol dire? Torniamo sulla tesi d’amore. Se è rivolta a me vuol dire che c’è un’anima da qualche parte in questo immenso universo che potrebbe, in linea teorica, voler condividere con me un certo sentimento. E’ vero anche però che trovare persone così non è impresa facile, esiste l’anima gemella ma giusto 4-5 fortunati al mondo riescono a trovarla. “Ti odio e poi ti amo”, “C’è di buono che al momento giusto tu sai diventare un altro”, ” Sei peggio di un bambino capriccioso, la vuoi sempre vinta tu”. Che vuol dire? E poi tutti quei discorsi sulle amiche che non hanno problemi, sulla loro vita “tutta lì”, è decisamente una canzone femminile. Dunque affermando per ipotesi che ci sia qualcosa che agisce da messaggero tra me ed un’anima “x”, e questo messaggero sappia fare bene il suo lavoro ma non abbastanza da specificare in calce sul messaggio il mittente, rimane da capire il motivo della scelta del tempo e dei luoghi del recapito del suddetto messaggio. Sul tempo la facciamo semplice, si avvicina San Valentino ed una canzone d’amore è sempre preferibile ad un pezzo Heavy Metal dai toni cupi e violenti. I luoghi: un luogo dipende solo dalla sua connotazione fisica oppure è frutto della percezione di chi lo vive? Definire “luogo” un contesto virtuale forse è un azzardo ma mi aiuta a capire meglio che di fatto la sua definizione dipende da come io lo percepisco come tale. I miei luoghi anche se condivisi rimangono differenti dalla concezione degli stessi da parte di chiunque altro. A questo punto rimane solo il significato del messaggio che purtroppo però rimane celato dietro pensieri, ed elucubrazioni mentali volte a distrarre la mia attenzione dai vari impegni che mi circondano. La risposta forse non arriverà mai. Passerà anche questo, e dopo la cinquantesima volta che mi si ripresenterà di nuovo quel motivetto ormai conservato a vita nella memoria, semplicemente dirò “Che strano…”. In realtà questo piccolo ragionamento è soltanto un giro di pensieri derivante dalla mia intrinseca necessità di carpire segni dal mondo che mi circonda, senza fermarmi alle apparenze ma scavando in fondo cercando di far combaciare i vari pezzi per costruire una soluzione completa ai miei auto-enigmi. Probabilmente la mia natura da sognatore mi spinge oltre, ma prima di farmi male col mio stesso cervello mi fermo qui, dove il dubbio lascia spazio al sogno senza addentrarmi in logiche sconnesse di intrepide fantasie. Meglio imparare a dire a se stessi, che è un caso fortuito derivato da fattori incomprensibili ma ignorabili. E’ un semplice caso, tutto qui. Ma avevo bisogno di chiarirmi le idee e scrivendo mi viene abbastanza bene.

Piuttosto se hai letto fino a qui, che problema hai? Io mi faccio i castelli con tanto di fossato e torri di vedetta, ma tu hai avuto la pazienza di seguire questi ragionamenti fino alla fine, senza fermarti o riflettere. Forse siamo pazzi, o forse io lo sono e tu stai per ricoverarmi, ma di sicuro ti meriti un premio per il coraggio e la dedizione della tua lettura e quindi ti dedico questa canzone tagliando nettamente tutti i fronzoli amorosi lasciando risuonare soltanto il ritornello per dirti che anche tu, a modo tuo, sai essere Grande!





Riflesso

29 01 2011

Come posso spiegarmi meglio:

non c’è modo di capire

alcune cose rimangono

sospese.

Non c’è modo di capire

è inutile sforzarsi.

Lascia correre

e tutto tornerà alla normalità:

ingenuo specchio.





Ricerca

24 01 2011

Tra strade tortuose di malinconica fragilità

ritrovo la mia casa ancora profumata

di rose e spezie remote.

Un paradiso immacolato nascosto tra le vergini foreste

del mio pensiero

circondato dagli spazi dell’eternità.

Vago alla ricerca del mio riflesso

dove il mare non è, se non sono in esso le onde stesse

ed il cielo non esiste, se non è solcato dalle sue nubi.

Molti si specchiano dove l’opaco senso di appartenenza

scioglie i legami con il profondo viversi.

Io cerco solo melodie lontane nascoste in terre

dove non vige altra legge

se non quella del cuore.








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