Come può il fuoco

21 10 2010

Sfrigolio di fiamme calde

brace ardente

camino fumante.

L’aria è satura di sospiri

e l’odore della passione

circonda i nostri corpi

abbracciati.

La notte divora la campagna

intorno al nostro crepuscolo

solitario.

Foglie sospinte dal vento

si accatastano sull’uscio

del nostro silenzio.

Una stanza vuota

piena di noi

di ricordi evanescenti

di trepidanti sussulti

e pace.

I tuoi occhi disegnano lunghi sguardi

attraverso il mio animo estasiato.

Una carezza

un sorriso

ed un bacio

imprigionano nella nostra fugace eternità

ogni rancore o paura.

Rumori lontani

nella natura vergine

sciolta come cera

sotto il sole del nostro giorno

tramontato.

Stelle splendenti

labirinti di nembi

ed una luna quasi spezzata

colorano il nostro cielo

di oscurità benigna.

Io ti sento

non come si ode il canto dell’aurora

o la poesia di una melodia

ma come si percepisce

in un turbinio di sensazioni

la comunione unica

che ci stringe tra i sogni di un radioso futuro

insieme.

Scoppiettanti sonorità di legna arsa

risvegliano pigri pensieri

ed io volo nel tuo cuore

come colomba

sulle sponde brulle

di un fiume d’autunno.

Una fredda nebbia d’amore

ci scalda col suo alito incantato

nella foschia della nostra mente

appannata da inutili paranoiche

esitazioni.

Misteriosa e travolgente

questa luce soffusa

permea le nostre emozioni

incidendo nel segreto

parole perdute

nel vagare d’un tempo sconosciuto.

Misere nudità avvolte nella quiete

trascendono l’inutile vezzo

d’un pudore nascosto.

Il tuo sguardo si distacca per un attimo

ed io posso sentire la colpa

di ciò che non sai dirmi

e che nell’intimo vorresti ancora

rivivere.

Dimentica il tuo fardello

ora siamo soli

nulla ci può distogliere

dalla nostra precaria

felicità.

Guardami ancora

e dimenticati.

Se l’alba potesse tardare in eterno

pregherei per non vedere mai più

un sole diverso da te.

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