Fotografie

11 01 2011

Fuori è ancora buio, ma il mattino già si intravede in lontananza attraverso quei piccoli spiragli tra le persiane. C’è odore di casa intorno a noi, la nostra casa. Ti guardo mentre sospiri dormendo su un fianco, e come sempre mi stupisco della tua bellezza. La stanza si illumina lentamente lasciando prendere vita a quel colore così gioioso che hai scelto per le pareti: giallo come il sole. Ti è sempre piaciuto il giallo, anche prima di quella sera ormai lontana nel tempo, in cui ti regalai quel girasole un pò secco, ma pieno di speranza. I tuoi occhi sfavillanti quasi commossi sorridevano con amore e tenerezza: sembravi una bambina.

I vicini si sono svegliati presto come ogni mattina, e come ogni mattina attendo che tu riapra gli occhi con quella smorfia un pò turbata dal loro trafficare rumoroso. Nell’attesa mi godo questo momento lasciando che il mio sguardo si posi delicatamente sulle fotografie appese nella nostra stanza.

Proprio vicino al mio comodino, il nostro mare se ne sta immobile, immortalato in quello scatto un pò sfocato forse poco elaborato che tanto ti emoziona ogni volta che lo guardi. In primo piano ci siamo noi due, abbracciati e stretti in un bacio pieno di passione. Io avevo in testa quel buffo cappello che mi avevi regalato durante il nostro primo viaggio insieme. Sembra ancora ieri: il trauma della valigia, la tua ansia per i biglietti ed il mio sorriso tragicomico impegnato nell’arduo tentativo di tranquillizzarti; in fondo mancavano ancora dieci ore al volo. Tu controllavi continuamente tutti i documenti, ed io allora ti presi per mano e ti dissi per l’ennesima volta: <<Ti amo!>>. Poi, tra baci intensi abbiamo fatto l’amore, proprio su questo letto, ed è stato bellissimo. Il nostro mare: spumeggiante, fresco e così stupendamente romantico. Non era un posto da pubblicità o da documentario, ma era nostro, e questo ci bastava.

Poco più in là, vicino alla finestra, un piccolo quadretto senza vetro racchiude il tuo volto sorridente. Quella foto l’avevo scattata qui, il giorno che ci siamo trasferiti. Erano le sei ed il sole si apprestava a tramontare oltre il profilo della città. Un raggio carico d’autunno scelse la nostra piccola finestra per salutare la sua partenza ed il nostro arrivo. Per qualche minuto sei rimasta a contemplare quello spettacolo con i gomiti sul davanzale, la testa china e quel tuo sguardo da angelo pensieroso, un pò malinconico. Ebbi il tempo necessario per prendere la mia Nikon: volevo immortalarti nella tua bellezza naturale, senza pose o teatralità, così come sei ancora; ma la mia goffa fretta mi fece urtare col piede una scatola da trasloco poggiata di fronte a me. Il mio dito era già pronto per lo scatto e tu girandoti mi hai regalato questa bellissima immagine che ogni mattina mi rapisce, mentre riapro il nostro spazio all’aria del giorno. Tra poco succederà di nuovo, e fremo per quel gesto forse dettato dall’abitudine, ma incredibilmente carico di amore. Ti amo, te l’ho già detto oggi? forse tra i miei sogni che nonostante il tempo passato insieme si colorano ancora della tua magnifica presenza.

E’ ancora presto ed un tuo sospiro un pò più lungo degli altri spinge il mio sguardo verso di te. Oltre il tuo splendido profilo riesco a scorgere nella penombra la foto del nostro matrimonio, attaccata senza cornici su quella parete in un gesto frettoloso poche ore dopo le nozze. La cerimonia fu commovente anche se quel sacerdote non parlava molto bene la nostra lingua. Il tuo abito non era come quello che si vede nei film, bianco, candido ed immacolato ma era ricco di colori, molto sfumati ma diverso dal solito. Mi hai sempre detto che avresti voluto un matrimonio speciale e così, oltre all’abito, invece della classica marcia nuziale feci suonare la nostra canzone al momento dell’ingresso, dando fuoco alla miccia della tua commozione già trattenuta a stento. Alle tue lacrime si aggiunsero le mie, ed insieme passammo quasi dieci minuti a guardarci prima di recuperare la nostra attenzione alle parole difettate di quel sacerdote. Dio quanto era bello il colore dei tuoi occhi. Completava il mosaico di colori che ti circondava, rendendoti la più bella creatura mai vista su questa terra.

Verso la porta, ancora più immerso nell’oscurità di questo mattino, c’è un altro nostro bacio, ma al di là della bellissima immagine, il mio sguardo si concentra sui bordi della cornice. Scheggiata e rovinata su più lati, mi costringe a ricordare quella notte terribile in cui, dopo un doloroso litigio, decidesti di andartene per non tornare più. L’ennesima delusione della vita ci aveva trafitto il cuore, e in un gesto di pura follia ci siamo lasciati odiare. Così traviati dalla paura ci siamo detti parole tremende versando lacrime amare su tutto ciò che con forza avevamo costruito. Era la fine. Sbattendo la porta quel piccolo quadretto era caduto in terra lasciando volare qualche scheggia in giro per la stanza, sembrava il mio cuore. Lo raccolsi, lo guardai per un attimo asciugandomi le lacrime e lo lanciai via, verso un’altra parete che inerme ne accolse lo schianto. Fu una notte tremenda, senza sonno e senza pace. Ma l’amore trova sempre la strada del ritorno ed il mattino seguente mi vestii in fretta lanciandomi con forza verso la maniglia della porta col desiderio di correre da te e ripeterti ancora “Ti amo!”. Ciò che accade dopo fu incredibile: non ebbi il tempo di uscire che tu eri già con le chiavi in mano pronta a rientrare nella nostra casa, e nella nostra vita. Ci guardammo a lungo poi con una sincronia degna della più virtuosa filarmonica del mondo, ci siamo detti << Scusa! >>. Stretti in quell’abbraccio lasciammo cadere ogni rancore perché in fondo sapevamo, che nulla poteva permettersi di separarci. Nulla, mai.

Nel sorridere al pensiero di quel ricordo, mi lascio sfuggire un piccolo gemito che le tue orecchie assorbono, interpretandolo come una sveglia. Voltandoti lentamente, sotto il profilo delle lenzuola qualche raggio impertinente illumina la tua pancia, gonfia del nostro amore. Il nostro piccolo bambino cresce tra di noi, ed io non sono mai stato così felice come in questo momento. Dopo ogni sacrificio, ogni lotta, ogni istante vissuto nel nostro tempo, mi accorgo di quanto in realtà tutto ciò che poteva delinearsi come un rimpianto o un dolore, si è manifestato come una grande occasione per dirigere i nostri passi verso questa vita splendida ed unica. Mi guardi con gli occhi ancora carichi di sonno ed allunghi la tua mano per accarezzarmi, poi semplicemente mi dici : << buongiorno, amore mio! >>. Mi chino verso il tuo viso per baciarti e per dirti quelle semplici parole che conosci già.

Abbiamo costruito la nostra vita, con pazienza e amore, senza troppe pretese. Non conosciamo come si svilupperà questo futuro carico di incertezze, ma sicuramente posso dedicarti tutta la mia speranza e la mia fiducia, perché in fondo, tutto ciò che ci serve è continuare ad amarci. Te lo ripeto da sempre, l’importante siamo noi, il resto è solo altro.

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